01. 12. 2011
Il Piccolo
Stefano Giantin

Tensione in Kosovo, riprendono i negoziati

Vuk Draskovic

TRIESTE Situazione stabile, ma sempre molto tesa, nel nord del Kosovo dopo gli incidenti dei giorni scorsi e le minacce Nato di usare la forza in maniera più massiccia per mettere sotto controllo le aree a maggioranza serba. Nella giornata di ieri va comunque annoverato un segno positivo, un passo avanti nelle relazioni tra Belgrado e Pristina. I rappresentanti dei due team ai negoziati Serbia-Kosovo si sono reincontrati a Bruxelles, dopo le forti pressioni europee esercitate sulle due capitali affinché riprendessero il dialogo. Questioni cruciali al tavolo negoziale sono state quella dei «valichi doganali» e il delicato tema della partecipazione del Kosovo agli incontri regionali con i suoi simboli nazionali, una possibilità finora respinta dalla Serbia, hanno spiegato Borko Stefanovic ed Edita Tahiri, i due capi negoziatori.

«Vogliamo cercare un compromesso e da parte nostra abbiamo varie opzioni da proporre, ma sempre in linea con la nostra Costituzione e con le risoluzioni Onu», ha specificato Stefanovic. Belgrado sta tentando in tutti i modi non solo di riannodare le trattative con Pristina, ma anche – allo stesso tempo – di convincere i serbi del nord a evitare l’uso della forza contro la Nato e a sgombrare le barricate che ancora ostruiscono le strade principali nella parte settentrionale dell’ex provincia serba. Solo nelle ultime ventiquattr’ore due influenti leader politici serbi, prima il presidente Boris Tadic e poi l’ex capo dell’opposizione anti-Milosevic e oggi capo del Movimento serbo per il rinnovamento, hanno chiesto ai connazionali “ribelli” del Kosovo di cercare altre vie per mostrare al mondo la loro contrarietà ad accettare l’autorità di Pristina. «La Serbia non ha più alcun controllo sul Kosovo e i serbi devono abbandonare le barricate prima che succeda qualche grave incidente », ha sottolineato Draskovic.

Ma perché Belgrado sta premendo così tanto affinché i serbi del nord si calmino e attacca su più fronti politici per far sì che la situazione si stabilizzi? La risposta pare trovarsi nella tempistica sulla prossima decisione europea in merito alla candidatura della Serbia a Paese membro. Varie fonti vicine al governo serbo e a Bruxelles hanno svelato che essa verrà anticipata al 5 dicembre. Il 9, la data prevista finora, l’agenda europea è infatti troppo fitta a causa della crisi, ha confermato il Vice premier e ministro per l’Integrazione Europea, Bozidar Djelic. Così, di fatto, la Serbia ha solo pochi giorni per dimostrare la sua buona volontà di risolvere il problema Kosovo. E sta facendo del suo meglio per approdare a una soluzione, almeno temporanea.

    Post comment as twitter logo facebook logo
    Sort: Newest | Oldest
Subscribe