26. 01. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

Giudici e governo, «accuse false» contro Dikovic

La denuncia è partita dal Fondo per il diritto umanitario, una delle più autorevoli ong serbe. Sul sito dell’organizzazione è stato postato martedì un dossier contro il generale Ljubisa Dikovic, il neo capo di stato maggiore dell’esercito di Belgrado. Serissime le accuse: crimini contro i civili in Kosovo nel ‘99. Al tempo, Dikovic era al comando della 37esima brigata motorizzata, un’unità che si sarebbe macchiata – secondo il Fondo – di «numerose e massicce» violenze contro la popolazione, saccheggi, esecuzioni sommarie, stupri. «Dikovic non è adatto a guidare l’esercito» perché non avrebbe prevenuto le azioni dei suoi sottoposti, ha dichiarato Natasa Kandic, presidente dell’ong e storica oppositrice del regime di Milosevic. Ma sembra che il Fondo, che in passato aveva coraggiosamente denunciato svariati crimini compiuti dai militari serbi in Kosovo, abbia preso un granchio.

Il ministro della Difesa, Sutanovac, ha definito le accuse false e «mostruose», specificando che il ruolino del militare è impeccabile. Ieri, il Tribunale serbo per i crimini di guerra è intervenuto nella vicenda, stabilendo che «non c’è alcun sospetto di qualsiasi responsabilità penale del generale» nelle vicende riportate nel dossier. E ha sottolineato che se Dikovic si fosse realmente macchiato di crimini così seri, il Tpi dell’Aja lo avrebbe di certo indagato. Il generale ha intanto annunciato che denuncerà Kandic per diffamazione, mentre questa si è difesa ieri parlando con il quotidiano Danas: «Sutanovac ha reagito troppo rapidamente, dovrebbe leggere il dossier e consultare le fonti». Sulla querela: «In Serbia ormai tutto è possibile», ha detto Kandic. Ora l’ultima parola spetterà ai giudici che analizzeranno le accuse di diffamazione. E diranno se Kandic, questa volta, ha davvero esagerato.

pdf Il dossier Dikovic (in serbo), 5 downloads
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