21. 01. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

Crisi, un serbo su quattro è senza lavoro

Peggiora la situazione economica in Serbia. Alla fine di novembre 2011 il tasso di disoccupazione è schizzato al 23,7 per cento, segnando un drammatico +1,5% rispetto all’aprile scorso. A Belgrado, città che sta vivendo da anni un fenomeno di massiccio inurbamento, le possibilità di lavorare sono maggiori: “solo” 2 cittadini su 10 sono disoccupati. Male la Vojvodina (24,2%), ancor peggio le sempre più povere regioni del sud e dell’est del Paese: 26,6% i senza lavoro, mentre si mantiene stabile la percentuale di chi opera nell’economia grigia, quasi due serbi su dieci. I numeri-choc sono stati rivelati da uno studio dello Rzs, l’equivalente serbo dell’Istat, che segnala anche che la crescita della disoccupazione è stata addirittura del 4,5%, se confrontata con l’autunno di due anni fa. La Serbia ora segue a ruota le derelitte Macedonia e Bosnia, in testa nella classifica delle economie più disastrate dei Balcani rispettivamente con il 31,2 e il 25% di tasso di disoccupazione ufficiale. «Dati preoccupanti», li ha definiti il direttore dell’Agenzia nazionale per l’occupazione di Belgrado, Dejan Jovanovic, che ha puntato il dito contro il clima poco favorevole agli investimenti stranieri, l’ancora di salvezza per il Paese balcanico. Ma gli economisti citati dalla stampa locale avvertono: il peggio potrebbe non essere ancora arrivato. Con la riduzione del budget statale, 50mila nuovi disoccupati potrebbero aggiungersi all’esercito di quelli attuali, mentre l’Ufficio statistico nazionale calcola in 125 le persone che al giorno perdono il lavoro, in un Paese di 7 milioni di abitanti dove solo un milione e settecentomila – record storico negativo – ricevono oggi un salario. In più, il costo della vita è ancora in aumento dopo un calo a fine anno. Da mesi, le agenzie turistiche di Belgrado fanno affari d’oro organizzando autobus che nel weekend portano i serbi a fare compere nella più economica Ungheria. E ieri la tv belgradese B92 ha annunciato nuovi aumenti del costo del cibo, per il quale i serbi spendono quasi metà del budget mensile. Fino al 10% per la carne, gli alcolici, i surgelati. Da gennaio, segnalano ancora i media serbi, il costo di frutta e verdura è aumentato dal 5 al 10 per cento, a rendere ancora più amara la vita della popolazione.

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