07. 11. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

A Novi Sad apre la “camera della rabbia”

Ci si alza all’alba, una frettolosa colazione e via al lavoro. Nel traffico paralizzato lo stress mette a dura prova i nervi. In ufficio, tra colleghi svogliati, un capo intrattabile e il computer che fa le bizze, frustrazione e ira montano. Di sera, nell’ora di punta, si ritorna a casa affiancati da guidatori maleducati. E dentro l’auto si fantastica di spaccare tutto, di abbandonarsi alla violenza in un giorno di ordinaria follia.

Un giorno che per fortuna raramente si presenta, a meno di non vivere in Serbia, nella città settentrionale di Novi Sad. È proprio lì, nel capoluogo della Vojvodina, che qualcuno ha pensato a un’originale soluzione per far scaricare la rabbia ai molti che pensano che il loro stress abbia superato il livello di guardia. La panacea si chiama “Soba besa”, la “camera della rabbia”. Camera disponibile in tre diversi allestimenti, spiegano sul sito ufficiale del progetto i suoi ideatori, alcuni giovanissimi studenti serbi. C’è quella “da studenti”, «piena di cose che riproducono una loro stanza tipica», la “kancelarija”, arredata «come un ufficio». E la “soba po izboru”, la camera a scelta, dove i clienti possono selezionare o portare da casa la propria combinazione di oggetti e arredi da distruggere. Perché nella “Soba besa”, per sfogare le proprie tensioni, bisogna polverizzare quanto vi si trova, dai quadri alle sedie, dai tavoli agli armadi.

Il tutto «per soli 500 dinari», circa cinque euro, una cifra che consente agli ospiti dello “sfogatoio” di avere un luogo fisico «per trasformare in meglio la propria giornata e fare qualcosa di cui da tanto tempo sentivate il bisogno». «Ognuno di noi esplode» a un certo punto, osservano via Internet i ragazzi di Novi Sad. E l’urgenza di «canalizzare la rabbia» ha partorito “Soba Besa”, una stanza «che potrete distruggere completamente», ascoltando in sottofondo «musica a vostra scelta», dalla Nona di Beethoven, per ricreare un’atmosfera stile Arancia Meccanica, al metal. Gli strumenti per la demolizione, martelli e mazze da baseball, con elmetto e occhiali protettivi, vengono forniti dalla casa. E alla fine, dopo che si saranno sfogati, agli ospiti verrà offerto dai «giovani e ambiziosi ragazzi» promotori dell’iniziativa «un caffè o un succo di frutta». E un cd informativo, per imparare a governare meglio i sentimenti negativi.

Dall’apertura, pochi giorni fa, «circa quindici persone» hanno visitato la camera, «età media sui 25 anni, ma ieri abbiamo ospitato una donna sui 40», spiega al Piccolo uno degli ideatori, Nikola Pausic. «Abbiamo scoperto su Internet che esisteva qualcosa del genere», le “anger room” aperte in Texas mesi fa, «e ci è sembrato interessante» replicare l’esperimento, specifica. Pausic che non ha dubbi sull’efficacia della “Soba besa”. «Chi non ha soldi per fare sport o altre attività» deve poter scaricare lo stress «venendo qui». E sfasciando tutto.

Pubblicato su Il Piccolo

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