03. 06. 2013
Il Piccolo
Stefano Giantin

Josipovic: «Siamo la prova che l’Europa vive e attrae»

ivo-josipovic

Nessun dubbio. La Croazia ha conquistato – con merito – un posto nell’Ue. Ue dove la nazione tornerà a prosperare, portando in dote ottimismo e forze fresche. E nell’Europa unita Zagabria promette anche di lavorare come “ponte” verso il resto dei Balcani, che dovranno seguire le orme croate. La promessa-auspicio arriva direttamente dal presidente della Repubblica, Ivo Josipovic.

Presidente, la Croazia è finalmente un membro Ue. Che sentimento prova dopo che il suo Paese ha raggiunto questo fondamentale traguardo?
Tutti noi, che in politica abbiamo fortemente spinto per l’ingresso nell’Ue, il primo luglio festeggeremo il raggiungimento di questo strategico obiettivo nazionale, che era stato fissato già all’inizio del cammino della Croazia verso l’indipendenza e sul quale abbiamo iniziato a lavorare intensamente già nel 2000. Se nel 1992 la Croazia fu riconosciuta come Stato indipendente dalla comunità internazionale, il primo luglio essa verrà riconosciuta come Paese europeo e democratico.

Che tipo di influenze positive Zagabria produrrà sulla “famiglia europea”?
Ritengo che in questo momento la cosa più importante sia sottolineare che l’adesione della Croazia porta una nuova dose di ottimismo. Malgrado oggi l’Unione e certi suoi membri siano in crisi, il fatto che la Croazia voglia entrarvi a far parte dimostra che l’Ue esercita ancora forza di attrazione verso gli Stati che ancora non ne sono membri. Per noi l’Ue è primariamente un progetto di pace e nell’attimo in cui vi entriamo vorremmo ricordare a tutti quelli che lo hanno dimenticato che il fine primario dell’Ue è il raggiungimento di una pace duratura, stabilità e relazioni di buon vicinato e che per questo obiettivo gli Stati membri Ue vivono già da 70 anni.

Dopo tanti anni di sforzi e riforme, la Croazia è pienamente pronta a far parte dell’Ue?
La Croazia ha avuto finora i più rigidi criteri di adesione nell’Ue e il fatto che li abbia soddisfatti parla da solo sul fatto che il Paese è pronto. Le riforme che abbiamo portato a termine hanno reso la nostra società migliore e le nostre istituzioni più pronte per la difesa dello Stato di diritto e dei diritti umani.

Zagabria entra però nell’Ue durante una delle peggiori crisi economiche mai affrontate. C’è il rischio che lo stato di salute dell’economia nazionale possa peggiorare dopo l’adesione a causa, ad esempio, della spesso citata bassa competitività delle imprese croate?
È vero che la Croazia è in crisi economica e che la crisi c’è in molti Paesi Ue. Ma nella mia opinione essa non è stata generata principalmente dall’Unione europea, ma è una conseguenza di cattive politiche realizzate da certi Stati. Ora però che la crisi dura da tempo, penso sia più facile cercare insieme strade fuori da essa. Per quanto riguarda la Croazia, credo che l’ingresso nell’Ue crei la possibilità per una ripresa dell’economia, ma dipende da noi usare questa opportunità. Per iniziare, la Croazia sta lavorando a progetti per ottenere strumenti dai fondi europei.

Anche l’Ue è impelagata in una seria crisi economica e sociale. È un’Unione piuttosto diversa da quella che esisteva ai tempi in cui avevate iniziato il processo di adesione. Pensa che l’Europa unita abbia ancora lo stesso “appeal” sui croati?
I cittadini croati al referendum d’inizio 2012 per due terzi hanno votato a favore dell’ingresso nell’Unione europea e i sondaggi d’opinione da allora segnalano che quella maggioranza è più o meno stabile. Ritengo che i cittadini croati comprendano che l’Ue offre una zona di sicurezza, pace e stabilità come anche un alto livello di protezione dei diritti dell’uomo e proprio per questo il sostegno all’Ue è relativamente stabile.

Il vostro confine meridionale si trasformerà per lungo tempo nel “limes” dell’Europa unita. Che ruolo immagina per Zagabria nei confronti dei vicini, Serbia e Bosnia-Erzegovina in particolare?
La Croazia ritiene che l’allargamento dell’Ue sia anche nel proprio interesse strategico e per questo s’impegnerà per l’ingresso nell’Unione di tutti i Paesi dell’Europa sudorientale. L’allargamento nella nostra regione significherà pace e stabilità in un’area che in passato è stata attraversata da molte guerre sanguinose. Su quella strada la Croazia offrirà sostegno politico a tutti i Paesi, ma anche assistenza tecnica e consigli, se i nostri vicini lo chiederanno.

Che tipo di nuove prospettive apre l’adesione croata nelle relazioni bilaterali con l’Italia?
I nostri due Paesi sono vicini, hanno lunghe relazioni storiche, culturali ed economiche. Oggi l’Italia è uno dei partner economici più importanti della Croazia e credo che l’adesione renderà più facili le relazioni economiche e le rafforzerà a beneficio di entrambi i Paesi. E com’è accaduto finora, la minoranza italiana in Croazia e i croati in Italia rappresenteranno un ponte importante nella cooperazione e nel rafforzamento dei rapporti tra i nostri due Paesi.

Pubblicato su Il Piccolo

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