27. 10. 2013
Il Piccolo
Stefano Giantin

«Donna di potere, ma non era golpista»

Kancelarija_Prestolonaslednika_Aleksandra_II_5Funerali con gli onori militari, nostalgici in fila per renderle omaggio, lacrime e discorsi ufficiali, infine la sepoltura in una tomba accanto a Tito. Ma una domanda fondamentale rimane ancora in sospeso, dopo la postuma “riabilitazione” della vedova del Maresciallo. Chi era veramente Jovanka? E, soprattutto, come leggere il suo trentennale esilio forzato? Domande a cui prova a rispondere Ljubodrag Dimic, fra i maggiori storici serbi.

Come sarà ricordata dalla storia Jovanka Broz?
È stata una figura molto importante dell’epoca della Jugoslavia socialista, moglie di Tito, a conoscenza, anche indirettamente, di tutto quanto accadeva ai vertici dello Stato, una donna che sapeva tutto ciò che succedeva nel Paese. In questo contesto, senza dubbio, era una personalità e una figura politica con cui gli storici avranno a che fare in futuro. E la sua importanza è confermata da quanto le accadde alla morte di Tito.

Parla dell’isolamento in cui fu costretta?
Una persona che non custodisce segreti non verrebbe mai “scomunicata” dalla vita pubblica. Non ci sono dubbi che i successori di Tito ne hanno tenuto conto e ciò ha determinato il suo destino.

Che tipo di segreti, pericolosi, avrebbe custodito Jovanka?
Il punto principale, penso, è il timore di alcuni verso la possibilità, morto Tito, della successione al potere da parte di Jovanka, un modello non infrequente al tempo dei fatti nei Paesi comunisti o anche in Argentina, dopo Peron, con la moglie del leader che eredita il potere. Questa è la ragione principale per cui Jovanka ha avuto tale destino. Ma questa è anche una conseguenza del venire considerata una persona forte dall’entourage di Tito. Alla sua morte, aveva sui cinquant’anni, era nel pieno delle forze, aveva una visione dei segreti e della politica dello Stato. Per questo fu allontanata preventivamente da Tito negli ultimi anni prima della sua morte, una mossa pilotata da persone a lui vicine facendo leva su alcune debolezze del Maresciallo, che già voleva prendere le distanze da una donna che percepiva come troppo invadente nelle sue iniziative politiche, ad esempio nelle nomine delle figure chiave del potere.

Ma Jovanka voleva veramente diventare la “regina” della Jugoslavia?
I documenti disponibili al momento non confermano che Jovanka volesse conquistare il potere dopo la morte di Tito. Né che volesse organizzare un colpo di Stato.

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