18. 12. 2008
Panorama
Stefano Giantin

“Albania: espiantati organi a 400 detenuti”

“Quattrocento serbi sono stati rapiti dall’UCK in Kosovo, trasportati in Albania e uccisi. Quasi nessuno se ne è mai interessato perché durante il conflitto i serbi erano dalla parte sbagliata”. Chuck Sudetic ha lavorato come analista per il Tribunale per la ex-Jugoslavia e raccontato le guerre nei Balcani sulle colonne del New York Times. Con l’ex procuratore de L’Aja, Carla del Ponte, ha firmato il libro ‘La Caccia’, bestseller sui crimini di guerra in Jugoslavia. Nel libro si ipotizza l’esistenza di un’organizzazione criminale che si serviva dei prigionieri serbi dell’Uck (Esercito di liberazione del Kosovo, nda) come ‘materia prima’. I loro organi sarebbero stati asportati in cliniche segrete albanesi e poi rivenduti al mercato nero.

 

Quanti sono i serbi sequestrati dall’UCK nel 1999 e poi trasferiti in Albania?
“Circa 400. Sono stati trasportati oltreconfine e uccisi. Ad alcuni sarebbero stati prima prelevati gli organi”.

A quanti?
“A un numero molto piccolo. Una o due decine”.

Le vittime erano solo serbi del Kosovo?
“No, c’erano anche rom e donne di diverse nazionalità, anche albanesi. Sono state costrette a prostituirsi e poi sottoposte all’espianto”.

Non si tratterebbe dunque di un crimine su base etnica.
“Se centinaia di persone, solo perché serbe, vengono rapite e uccise, è un crimine etnico. Nel caso dell’espianto degli organi, la motivazione era il denaro. Si trattava di criminalità organizzata”.

Molti hanno dubbi che l’espianto di organi sia realmente avvenuto
“Ci sono indicazioni che il crimine è stato commesso, ma nessuna prova conclusiva. Josè Pablo Bayrabar dell’UNMIK è stato in Albania nel 2004 e ha redatto un rapporto sulla “casa gialla” (dove sarebbero avvenuti gli espianti nda) che conferma quello che è stato scritto dalla Del Ponte”.

In quali paesi venivano venduti gli organi?
“Se analizzate le inchieste sul business internazionale degli organi, scoprirete che nel 1999 e 2000 tutte le tracce portavano in Turchia”.

Perché il Tribunale dell’Aja non ha proseguito nelle indagini sulla “casa gialla” e sui serbi scomparsi?
“Il Tribunale ha deciso che i reati non rientravano nella sua giurisdizione perché commessi dopo il giugno 1999, a guerra finita. Chi poteva investigare erano l’Albania e l’UNMIK. A loro va chiesto perché non l’abbiano fatto”.

Facebook comments