15. 11. 2011
Il Piccolo
Stefano Giantin

Donna rom sterilizzata. Condannata la Slovacchia

BELGRADO Storica decisione della Corte europea per i diritti dell’uomo (Cedu). I giudici di Strasburgo, all’unanimità, hanno condannato la Slovacchia per un caso di sterilizzazione forzata su una donna di etnia rom.

La sentenza racconta l’aberrazione del comportamento dei medici dell’ospedale di Presov, nell’est del Paese, ai danni di V.C., ventenne al tempo dei fatti. Nell’agosto del 2000, illustrano i togati, la ragazza «fu sterilizzata durante il parto cesareo del suo secondo figlio». «Nelle fasi finali del travaglio, le fu chiesto se progettasse di avere altri bambini», si legge nella sentenza, «e le fu detto che se ciò fosse accaduto o lei o il bimbo sarebbero morti». Offuscata dal «dolore e dalla paura», la giovane «firmò il consenso». Malgrado si trattasse di una persona «adulta e mentalmente capace», non comprese esattamente cosa significasse essere sterilizzata, «la natura e le conseguenze della procedura e la sua irreversibilità» e non fu informata su metodi di contraccezione alternativi. Secondo la Corte, il fatto che la puerpera «fosse di etnia rom, come chiaramente scritto nella sua cartella clinica, giocò inoltre un ruolo decisivo nella sterilizzazione».

La Cedu non ha accolto le giustificazioni dei sanitari e delle istituzioni slovacche, che affermavano che la sterilizzazione fu compiuta con l’autorizzazione della paziente «per ragioni cliniche». Le conseguenze del comportamento dei medici sulla giovane rom sono state pesanti. Oltre a non poter più avere figli, «dal 2008 è in cura da uno psichiatra» e l’anno precedente aveva avuto una «gravidanza isterica». Mostrava cioè i segni e pensava di essere incinta, senza esserlo. I giudici hanno anche tenuto conto degli studi che indicano «un passato di sterilizzazioni forzate di donne rom, iniziato durante il regime comunista negli anni Settanta» e che sarebbe stato concepito per controllare la popolazione rom. E di un rapporto che stabilisce che il 60 per cento delle sterilizzazioni nel distretto di Presov a fine anni ‘80 era stato diretto contro le rom.

La decisione della Cedu «conferma che donne rom sono state sterilizzate in ospedali slovacchi senza il loro consenso pieno e informato. In questo caso, il ricorrente è una delle vittime che coraggiosamente si è opposta a questa pratica orrenda e riprovevole», ha commentato Vanda Durbakova, consigliere legale della donna rom. Rom che ha chiosato: «Credo nella giustizia e per questo ho presentato il caso. Per me è una soddisfazione incredibile che la Corte, dopo tanti anni, abbia riconosciuto che i miei diritti sono stati violati».

La sentenza V.C. contro Slovacchia è il primo giudizio della Corte su un caso di sterilizzazione. Il dispositivo di condanna verso Bratislava per trattamenti inumani e degradanti e per violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare prevede un risarcimento di 31mila euro a favore della vittima.

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