12. 02. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

Scontro in Bosnia sul premio al Gran Mufti

Mustafa Ceric

Lui, il Gran Mufti Mustafa Ceric – il premiato – è la più alta autorità religiosa musulmana della Bosnia-Erzegovina. Chi lo premia, per il suo contributo alla pace, è un’istituzione culturale italiana, la Fondazione Ducci, che lo celebrerà a marzo, in Campidoglio. Problema: secondo alcuni militanti bosniaci per i diritti umani, Ceric sarebbe in realtà un integralista che si nasconde dietro un simulacro di tolleranza.

“No al premio”
La denuncia arriva al Piccolo da Refik Hodzic, attivista per i diritti dell’uomo e affermato documentarista. Ceric «gioca un ruolo politico sempre più importante fra i bosgnacchi, che a volte supera perfino quello dei politici», spiega Hodzic. «È perfettamente conscio del potere che ha e lo esercita per presentarsi spesso quale controparte del premier della Republika Srpska, Dodik, rafforzandone i messaggi su divisione e scarsa fiducia tra serbi e bosgnacchi. Usa la stessa retorica, raccontando i bosgnacchi come costantemente minacciati di repressione ed eliminazione e la Comunità islamica e se stesso come soli baluardi», illustra l’attivista.

Chi è sceso in campo contro il premio è l’attore Fedja Stukan, apparso sulla locandina del film di Angelina Jolie, “Nella terra del sangue e del miele”. Stukan, bosgnacco come Hodzic, sta promuovendo una petizione online per chiedere l’annullamento dell’onorificenza. Perché? «Ceric ha due strategie opposte», la sua “politica estera” dove si rappresenta come un «leader musulmano promotore della pace». «Invece in patria – prosegue Stukan – invita i musulmani a odiare i “senzadio”, che minaccia di violenza. I suoi discorsi acuiscono le tensioni, riducendo ogni possibilità di riconciliazione». Secondo Stukan, varie ong sarebbero state intimidite da Ceric, come «l’Helsinki Committee for Human Rights (Hchr), il Centro per l’azione non violenta», che ha «fatto sforzi concreti per la riconciliazione dei veterani di guerra». In questo modo, Ceric «lascia mano libera ai suoi seguaci per attaccarle. È quanto è accaduto quando si tentò di organizzare una Gay parade a Sarajevo e partecipanti e organizzatori furono brutalmente picchiati», conclude.

Fedja Stukan

Non è il solo Ceric in Bosnia a operare per accentuare le tensioni etniche, «ma le sue dichiarazioni sul tema dell’educazione religiosa nel Cantone di Sarajevo, che aveva deciso di non renderla obbligatoria nelle scuole primarie dove era parificata a matematica, lingue e scienze, hanno superato i limiti», rincara Hodzic. «Ha preannunciato violenze se la decisione non fosse stata ritirata, proclamando che il governo avrebbe avuto sulla coscienza una “Primavera di Sarajevo”, se non avesse tolto il sostegno a Vera Jovanovic, capo dell’Hchr, colpevole di aver richiamato i diritti umani a proposito di questa misura. Ceric ha affermato che non le competeva interpretare quali sono i diritti umani dei bosgnacchi, perché serve gli interessi di Belgrado, apparentemente perché ha un cognome serbo». Malgrado le denunce di discriminazione su base etnica delle ong contro Ceric, al tempo nessuna misura venne presa.

Radicale o promotore della pace?
Ma chi è veramente Ceric? Un radicale, come lo descrivono molti attivisti o «il più liberale al mondo fra i Gran Mufti», come lo dipingono i suoi sostenitori? «La richiesta di includere la sharia nella Costituzione della Bosnia-Erzegovina è una delle enunciazioni più settarie e illiberali dei tempi recenti, criticata da molti musulmani moderati. Inoltre, prima dell’attacco terroristico all’ambasciata di Sarajevo nell’ottobre scorso, Ceric ha fallito nel prendere misure sufficienti ad arginare la crescente influenza del wahhabismo. Fatti del genere hanno indebolito di molto le sue presunte credenziali liberali», illustra Ian Bancroft, commentatore di affari balcanici per The Guardian e co-fondatore di TransConflict, organizzazione impegnata in progetti di ricerca e superamento dei conflitti. Sul premio, Bancroft è chiaro: «Come nel caso del Mufti Zukorlic nella vicina Serbia, Ceric ha troppo spesso minato la separazione tra politica e religione. Questa ha un ruolo chiave nel ricucire le divisioni interetniche, ma è stata invece usata per fini politici e continua a pesare sulle istituzioni bosniache. Danneggiando le prospettive di una pace sostenibile». «Premiare Ceric – conclude Bancroft – sarà letto come una vittoria di chi si oppone al secolarismo».

“Scelta ponderata”
A Roma, nel frattempo, è giunta una lontana eco delle polemiche balcaniche. «La Fondazione Ducci si è basata, per il conferimento del Premio per la Pace, sul giudizio del Comitato scientifico, un giudizio inappellabile, che ha valutato tutti gli elementi e tutti gli aspetti», spiega l’ambasciatore Paolo Ducci, presidente della Fondazione, creata nel 1999 in memoria dei suoi genitori, Francesco Paolo e Annamaria Ducci. «Il Gran Mufti Ceric è d’altro canto membro della Conferenza mondiale delle Religioni per la Pace e proprio lo scorso anno ha ricevuto, insieme al Card. Etchegaray, il prestigioso Premio Felix Houphouet-Boigny per la Pace conferito dall’Unesco».

Le polemiche non fermeranno la consegna dell’onorificenza: «Non penso che il Comitato scientifico possa ritornare su una decisione già presa da tempo e pienamente motivata. D’altro canto – conclude Ducci – esistono sempre, in certe situazioni delicate come quella della Bosnia, comprensibili dissensi e opposizioni. E la Fondazione, nello spirito delle sue finalità istituzionali tese alla promozione del dialogo interculturale e interreligioso, accetterà critiche e visioni discordanti proprio quali elementi costruttivi di quel dialogo che essa promuove». Ma la disputa in Bosnia non si spegne, mentre la petizione online dell’attore Stukan ha raccolto finora 900 firme, un po’ poche. È la stanchezza di combattere contro i mulini a vento, suggerisce l’attore. Ma l’artista promette di non arrendersi. Malgrado le pesanti minacce che riceve ogni giorno.

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    1. [...] This interview initially appeared in Il Piccolo on February 13th 2012 and is also available on Stefano’s website by clicking here. [...]

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