17. 03. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

L’Olanda assolve la “caccia al balcanico”

Il leader del Pvv, Geert Wilders

TRIESTE «Meld uw verhaal hier», invia la tua storia cliccando qui. Nasce da un banale gesto del mouse lo scandalo internazionale che sta investendo i Paesi Bassi e che non accenna a placarsi. Tutto inizia da un sito internet con estensione .nl, il cui titolo è più o meno traducibile in «denuncia gli europei centrali e orientali».

Dietro all’iniziativa – di cui “Il Piccolo” s’era occupato già a febbraio – c’è il Partito per la libertà (Pvv) dell’ultraradicale Geert Wilders, un movimento di destra, euroscettico, anti-immigrazione e anti-Islam che occupa il terzo gradino del podio delle preferenze degli elettori dei Paesi Bassi. Pvv che ha ben pensato di sfruttare la tecnologia per offrire ai suoi sostenitori (15,5% della popolazione), e non solo, la possibilità di compilare una moderna lista di proscrizione degli immigrati “cattivi”. Attraverso il formulario online, in poche settimane in 40mila hanno denunciato anche anonimamente gli stranieri che «causano problemi» e che non osservano le regole. Quali? Dal rispetto della «quiete pubblica» a quello di evitare «l’ubriachezza molesta». Ma si può anche segnalare il «parcheggio in doppia fila» del forestiero maleducato e casi di molestie. Fino all’offesa più seria, «la perdita del posto di lavoro» a vantaggio di un più economico e meno esigente europeo centro-orientale. Sono loro i nemici dichiarati del Pvv, in particolare i 300mila polacchi, rumeni e bulgari che lavorano nel Paese, è messo nero su bianco sul sito incriminato.

Il piano aveva scatenato le durissime reazioni di Varsavia, Sofia e Bucarest, che avevano inutilmente chiesto ad Amsterdam di condannare l’azione «razzistica» del partito di Wilders. Wilders che garantisce un appoggio esterno al governo di centrodestra olandese in cambio di misure restrittive nel campo dell’immigrazione. L’apice della vicenda è stato tuttavia raggiunto nella tarda serata di giovedì scorso. Il Parlamento europeo si era unito all’istanza dei membri Ue dell’Europa orientale, rivolta al premier Mark Rutte, di condannare «la deplorevole iniziativa» del Pvv e di non chiudere gli occhi di fronte a «un affronto» ai valori europei.

Ma Rutte ha bellamente ignorato le istanze europee. «Non commento iniziative di partiti politici» che «non riflettono la posizione del governo nel campo dell’immigrazione», la pilatesca risposta del leader olandese. Una replica che ha rinnovato l’ira dei suoi omologhi della “Nuova Europa”. Fra tutti, il premier rumeno Ungureanu, che ha parlato ieri di «xenofobia e atteggiamento anti-europeo e antidemocratico» riferendosi al sito. E al silenzio di Rutte.

Ma quali sono state le risposte dell’opinione pubblica di Amsterdam alla pensata anti-immigrati del Pvv? «Una maggioranza del 55% considera alquanto negativamente l’iniziativa, circa il 25% è abbastanza favorevole. Una posizione comune, che ascoltiamo spesso dalla maggior parte delle persone, è che ci sono problemi specifici con la gente dell’Europa centrale e orientale, ma il sito non risolverà queste difficoltà», risponde Gerard Beverdam, reporter politico del quotidiano d’indirizzo cattolico “Nederlands Dagblad”. Il fatto che Rutte non abbia accolto le richieste dell’Ue ha stupito l’Europa. Perché il premier di una nazione tollerante come l’Olanda non ha condannato l’aperta xenofobia del Pvv verso altri cittadini Ue? «Una delle ragioni sta forse nel fatto che Rutte lavora assieme a quel partito, ma quella principale è che il premier crede che se si reagisce con forza alle iniziative e ai programmi del Pvv non si fa che aumentarne il seguito. Se li condanni, fai il loro gioco, questo il punto di vista del premier. Perciò molte volte si è rifiutato di stigmatizzare i loro programmi. Lo scorso settembre però ha reagito alla dichiarazione di un parlamentare Pvv sul premier turco», ricorda Beverdam. Parlamentare che aveva apostrofato Erdogan con l’epiteto «scimmia islamica». Una dichiarazione che la dice lunga sulla linea politica del Pvv.

Comments are closed.