04. 04. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

La Grecia rinchiude gli immigrati “infetti”

Centro di detenzione per immigrati a Lesvos (foto UNHCR)

Oltre che per l’economia a pezzi e per le casse pubbliche desolatamente vuote, Atene entra nel mirino dell’Europa per una decisione che fa già discutere. Il governo greco ha proposto lunedì nuove draconiane misure contro l’immigrazione, che hanno provocato un’immediata levata di scudi delle organizzazioni per i diritti umani. Una proposta di legge, che passerà il prossimo 11 aprile al vaglio del parlamento, riconosce infatti alle autorità statali il diritto di «incarcerare gli stranieri, che abbiano o meno fatto domanda di asilo politico, se questi costituiscono un rischio per la salute pubblica».

La norma, sottoscritta dai ministri delle Finanze, della Salute e della Protezione dei cittadini e che con molta probabilità sarà approvata, visti i numeri su cui può contare la maggioranza, definisce poi il termine «rischio». Rischio che deriverebbe «da malattie trasmissibili contratte dagli immigrati», HIV incluso, oppure dall’appartenenza «a gruppi esposti a patologie infettive, come i tossicodipendenti, persone dedite alla prostituzione o che vivono in condizioni che non soddisfano gli elementari standard d’igiene». I soggetti “pericolosi” «saranno sottoposti a esami medici obbligatori e ai conseguenti trattamenti necessari», che saranno somministrati in appositi centri. Come le 30 ex basi militari che il governo – usando 250 milioni di euro di fondi Ue -, vuole riconvertire in centri di detenzione per i clandestini per combattere la «bomba a orologeria per la salute pubblica» che essi rappresenterebbero, annunciano i media locali.

Secondo l’esecutivo di Atene, non ci sarebbe altra soluzione all’ormai insostenibile problema-clandestini. Il Paese – porta d’ingresso dell’immigrazione illegale, che poi prosegue via mare verso l’Italia o sulla “Balkan Route” via Serbia e Ungheria -, ospita un milione di migranti irregolari, su una popolazione di undici milioni. Circa 150mila clandestini entrano in Grecia ogni anno.

Giustificazioni che non convincono Amnesty International. «Queste misure, basate su criteri discriminatori, hanno come obiettivo le persone più vulnerabili. Le autorità greche ritirino subito una proposta che può solo esacerbare lo stigma verso i migranti e i richiedenti asilo», ha reagito Jezerca Tigani, rappresentante di Amnesty per il Sud-est Europa. Tigani che ha poi svelato che i centri di detenzione non saranno usati solo per le “cure”, ma anche come luoghi d’attesa prima delle deportazioni, aggiungendo che gli immigrati privi di un adeguato «certificato di buona salute» non potranno più lavorare legalmente. «La detenzione nel caso dell’immigrazione deve essere usata come ultima risorsa, arrestare i migranti senza cercare misure alternative vìola gli obblighi internazionali della Grecia», ha chiosato Tigani. Prima di ricordare che «migranti e richiedenti asilo non sono criminali e non devono essere trattati alla stessa stregua».

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