19. 01. 2014
Il Piccolo
Stefano Giantin

L’Ungheria riacquista i suoi capolavori

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L’Ungheria si ricompra le opere d’arte “made in Budapest” oggi in mani straniere. È questo l’obiettivo di un insolito progetto lanciato dalla “Magyar Nemzeti Bank” (Mnb), la Banca centrale ungherese. Banca che ha annunciato il lancio del cosiddetto “Értéktár program”, un programma da trenta miliardi di fiorini per «il riacquisto» di quadri, statue e altre opere di alto valore artistico, tutte create da artisti ungheresi nei decenni passati e poi finite per le ragioni più disparate in musei, gallerie e collezioni private in Paesi esteri. Si tratta, ha spiegato la Banca, di un progetto che va a braccetto con i principi di «responsabilità sociale» dell’istituzione magiara. Istituzione che avrebbe anche un implicito compito, oltre a quello di decidere su fattori fondamentali ma asettici come tassi d’interesse e stabilità dei prezzi, ossia quello di preservare il patrimonio artistico nazionale. E ricomprare opere d’arte ungheresi da mettere a disposizione di tutti i magiari, in una collezione pubblica e su suolo ungherese, è in fondo anche un «investimento che manterrà valore sul lungo periodo», ha assicurato la banca.

Come funzionerà il “buyback” dell’arte magiara? La Mnb ha chiarito che il programma potrà contare su un sostanzioso fondo ad hoc, pari a 100 milioni di euro. Il braccio operativo dell’operazione sarà costituito da un team di «esperti del mercato delle opere d’arte», allargato a funzionari della Banca nazionale chiamati a vigilare sulle operazioni di selezione e acquisto. Un team che, viste le ambizioni del progetto, sarà aperto alle segnalazioni di cittadini e cultori delle arti, di «persone con una predilezione per la cultura e la storia» che potranno inviare suggerimenti e consigli al gruppo di lavoro. «E indicare» a funzionari della Mnb e al suo governatore, György Matolcsy, ex ministro dell’Economia durante il primo gabinetto Orban, «quali opere d’arte» ungheresi di «vari periodi storici» andranno riportate a casa, pagando il dovuto, entro il 31 dicembre 2018, termine ultimo del progetto. Un’operazione, quella della Mnb, «simile a quelle portate avanti» da altre banche centrali di diversi Paesi, ha assicurato nella nota la dirigenza dell’istituzione ospitata nell’imponente palazzo di Szabadsag tér. Un’idea, quella della Mnb, che è stata generalmente ben recepita da media e opinione pubblica, in attesa di vedere i risultati concreti del programma.

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