03. 01. 2014
Il Piccolo
Stefano Giantin

L’Est europeo diventa fucina tecnologica

chipolo

Per molti sono ancora Paesi arretrati, che pagano lo scotto dei decenni trascorsi sotto il giogo dei regimi socialisti, degli anni dei conflitti interetnici e, più di recente, della “Grande Crisi”. Nulla di più sbagliato. L’Europa centro-orientale e anche parte dei vicini Balcani potrebbero in futuro trasformarsi in una piccola Silicon Valley. Anzi, la trasformazione è già in atto. E i segnali in questo senso sono tanti.

Ultimo della serie, il successo globale di “Chipolo”, invenzione che promette di risolvere un problema comune, quello di non trovare le cose, o perfino il proprio cane, suggerisce un video creato dalla due “startup” che hanno sviluppato il prodotto. Problema evitabile acquistando i piccoli cerchietti di plastica colorata made in Slovenia, all’interno un chip Bluetooth che permette di ritrovarli dopo averli attaccati ai propri oggetti, visualizzandoli attraverso una mappa sul proprio smartphone. «Niente è perso», lo slogan. Slogan e progetto che hanno fatto presa, con 293mila dollari raccolti attraverso piccole donazioni sulla piattaforma Kickstarter.

Ma Chipolo è solo la punta dell’iceberg. Ci sono pure esempi di successi già avviati, come gli antivirus cechi Avast e Avg, l’ungherese Ustream, “Babywatch”, app sloveno-croata che permette alle future mamme di ascoltare il battito del cuore del nascituro, la serba “Nordeus”, leader nello sviluppo di videogiochi, le supercar elettriche Rimac, made in Croatia. E poi le idee elaborate nell’Europa orientale da aziende in cerca di finanziatori e presentate di recente a Bucarest alla conferenza-concorso “HowToWeb”. Dalla “Smart Hand” bulgara, la mano artificiale che promette di ridare una speranza agli amputati. «Il cervello continua a trasmettere impulsi», l’idea è quella di creare «una protesi che li comprenda» e che permetta ai disabili di tornare a vivere come prima, ha spiegato uno degli ideatori del prototipo, Georgi Chipov. Ma sulla lista delle aziende premiate in Romania c’è anche “Sinetiq”, app che permette di analizzare gli impulsi generati dal cervello durante la visione di pubblicità o di presentazione di prodotti. Romania dove vive anche Ionut Budisteanu, giovanissimo scienziato che ha inventato un’auto a guida automatica, simile a quella ideata da Google, ma dieci volte più economica. Budisteanu che, non a caso, è stato inserito nella «lista» di Time «dei teenager più influenti del 2013».

E un’altra rivista, Forbes, oltre a ricordare gli esempi di Skype, nata in Estonia, ha di recente dovuto ammettere che l’Europa orientale potrebbe diventare presto un concorrente di livello per la Silicon Valley. Concorrente che dopo aver regalato al mondo «il cubo di Rubik, i fiammiferi per uso domestico, il paracadute» moderno e «le lenti a contatto» potrebbe «attraverso il suo capitale umano e l’innovazione» sfidare anche la crisi e cambiare un’immagine, superata, di arretratezza.

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