12. 01. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

La legge “ammazza cani” respinta in Romania

Buone nuove dalla Romania. La Corte suprema di Bucarest ha messo ieri fuori gioco, perché incostituzionale, la contestata legge “ammazza cani”. Approvata a novembre dai parlamentari romeni con una risicata maggioranza, la disposizione concedeva alle autorità locali la facoltà di eliminare i cani randagi un mese dopo la loro cattura, se i residenti delle comunità interessate avessero votato a favore della soppressione attraverso referendum o consultazioni pubbliche. La norma è stata rispedita al mittente, al Parlamento romeno, che dovrà rivedere la direttiva e adeguarla agli standard europei. I giudici hanno in particolare attaccato la deliberazione che delegava ai sindaci e alle comunità la decisione finale sull’eliminazione dei quattro zampe senza padrone e l’assenza di regole chiare che potessero valere su tutto il territorio nazionale.

L’appello per la revisione della legge era stato presentato da 124 parlamentari e da varie ong. «Il ricorso era stato sottoscritto da decine di membri del Parlamento romeno appartenenti alle opposizioni e da migliaia di difensori dei diritti degli animali che si sono mobilitati contro il provvedimento sia a livello nazionale, sia internazionale», ha commentato in una nota l’ong italiana “Save the Dogs and other Animals”, da anni impegnata anche in Romania per la protezione dei cani randagi. «Si tratta di una sconfitta cocente per il presidente Traian Basescu e per la sua fedelissima ministra Elena Udrea, i maggiori sostenitori di una legge che avrebbe permesso ai sindaci di avere mano libera sulla sorte dei randagi. L’altra grande perdente è la lobby politico-economica legata al partito di maggioranza, ma non solo, che sulla gestione del randagismo da sempre fa affari d’oro», rincara Save the Dogs, che definisce «un precedente d’importanza strategica» la decisione della Corte, «che non potrà essere ignorato dalle Commissioni che riprenderanno in mano la materia». Il problema dei cani di strada – che le ong suggeriscono di contrastare con la sterilizzazione dei cani randagi e di quelli domestici e con la creazione di un’anagrafe canina – è da decenni endemico in Romania. Nella sola Bucarest si calcola che scorrazzino 50mila randagi, mentre a livello nazionale si parla di 2 milioni di cani inselvatichiti.

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