08. 12. 2011
Il Piccolo
Stefano Giantin

Slavonia ricca di petrolio e gas

La notizia è stata lanciata dal quotidiano croato “Slobodna Dalmacija”, con un titolo eloquente: «Oro nero in Slavonia». Una delle regioni più povere della Croazia, famosa soprattutto per la violenza della guerra che sconvolse l’area negli anni Novanta, potrebbe risorgere grazie al futuro sfruttamento di giacimenti petroliferi e di gas. Secondo il quotidiano croato, nel sottosuolo tra Vukovar e Osijek si nasconderebbero circa «90 milioni di barili di petrolio, oltre 900 miliardi di metri cubi di gas naturale e 28 milioni di barili di gas liquido».

I dati provengono da uno studio condotto da esperti americani, guidati dal geologo G.L. Dolton, venticinque anni fa. I tecnici erano stati convocati dal governo ungherese dopo la caduta della Cortina di Ferro e dopo la fine dei rifornimenti sovietici di nafta, per sondare il territorio magiaro al confine con l’ex Jugoslavia, nell’area della pianura pannonica, alla ricerca di fonti inesplorate di combustibile. Secondo lo studio americano, reso pubblico solo nel 2001 per un numero molto ristretto di funzionari ungheresi e oggi disponibile parzialmente sul sito internet dello United States Geological Survey, la gran parte del prezioso “oro nero” si troverebbe nella parte croata del bacino pannonico (55 per cento) e solo per il 22 per cento in Ungheria.

Per i media croati, lo studio americano spiegherebbe il fortissimo interessamento di Mol, la compagnia petrolifera ungherese, verso l’omologa croata Ina. L’input alle ricerche era in effetti arrivato trent’anni fa proprio dalla Mol, che già oggi controlla il 47% della compagnia croata e da anni si sta battendo per conquistarne la maggioranza. Secondo “Slobodna Dalmacija”, l’estremo interesse magiaro dipenderebbe proprio dalle informazioni riservate sulle ricchezze energetiche croate che l’azienda ungherese possedeva. Una vera miniera d’oro, nero, che Mol potrebbe sfruttare a proprio piacimento. L’ex premier di Zagabria, Ivo Sanader, è al momento sotto indagine anche per una presunta tangente da 10 milioni di euro, ricevuta da Mol per facilitare alla società ungherese il percorso verso la posizione dominante in Ina.

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