25. 11. 2013
Il Piccolo
Stefano Giantin

E i dazi sulle importazioni iniziano a calare

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L’economia di Mosca rallenta, ma il mercato russo rimane attraente e deve essere una delle priorità per gli investitori, soprattutto italiani, anche in virtù degli ottimi rapporti di amicizia fra i due paesi. È questo il suggerimento di Mauro Galluzzo, direttore generale di IC & Partners in Russia, agenzia specializzata nella consulenza sul fronte dell’internazionalizzazione.

Si può parlare di rallentamento della crescita in Russia e di crisi del “modello” economico di Mosca?
L’economia russa è molto focalizzata sulle materie prime e un rallentamento dell’economia mondiale influisce anche sul Pil russo. Se le nuove tecnologie per l’estrazione renderanno lo “shale gas” una fonte di approvvigionamento fattibile, reale e industrializzabile, il governo dovrà rivedere alcune politiche industriali, al fine di attrarre nuovi investimenti.

Cosa andrebbe cambiato nel modello? Più investimenti in tecnologie, infrastrutture?
Anche solo le infrastrutture. Ricordiamo che nel 2018 ci saranno i Mondiali di calcio e la Russia si sta preparando a questo nuovo evento. Ciò porterà nuovi investimenti, che si spera possano essere captati anche dalle imprese italiane.

I dati sull’interscambio Italia-Russia sono in crescita, il 2013 ha segnato, solo nel primo semestre, un record con un +15,9% e 10 miliardi di export italiano a Mosca. Quali i settori da tenere d’occhio nel prossimo futuro?
Il “made in Italy”, inteso come moda e abbigliamento qui è molto ben visto e molto apprezzato e l’interscambio è molto elevato. E c’è anche una tendenza da parte delle Pmi a espandere la catena distributiva dall’Italia. Prima operavano tramite distributori, adesso iniziano a prendersi il controllo diretto. Un altro settore molto sviluppato è l’alimentare e il mobile-arredamento.

Alimentare solo di alta qualità?
Di ogni tipo. Non dimentichiamoci che l’Italia ha una vastità di prodotti tipici molto apprezzati. In questo caso a volte ci sono però delle difficoltà, perché abbiamo prodotti di nicchia che sono gestiti da aziende familiari che, purtroppo, non riescono ad arrivare qui. È un peccato, bisognerebbe raggrupparle e fare una massa critica per farle sbarcare in Russia. E poi non scordiamoci il settore dei macchinari, molto forte.

Ci sono ancora difficoltà con i dazi e le dogane?
La dogana è sempre un qualcosa di molto importante in Russia e le imprese italiane devono tenere d’occhio questo elemento. I dazi ci sono ancora sui prodotti importati, anche se ci sarà un calo progressivo negli anni a venire su certe tipologie di prodotti. Ricordiamo altresì che l’Unione doganale con Bielorussia e Kazakhstan è pienamente operativa. E forse al vertice di Trieste si parlerà anche di questo aspetto, magari con sviluppi a favore delle imprese italiane.

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