
BELGRADO Chissà quali pensieri avranno affollato la mente di Angela Merkel durante la sua visita a Lubiana. Difficile immaginarla rilassata o concentrata solo sui temi ufficiali del vertice sloveno-tedesco. Per la Cancelliera, il settembre che sta arrivando sarà infatti un mese di fuoco: «È sotto tiro da tutte le parti», ha confessato un collaboratore di Merkel. Anche se all’estero viene considerata l’ostacolo maggiore all’emissione degli Eurobond e al salvataggio della periferia Ue, Merkel in patria è ritenuta troppo sbilanciata nel salvaguardare i destini greci, spagnoli o italiani a discapito degli interessi tedeschi.
L’ultimo attacco, il più pericoloso, è arrivato dalla sua stessa maggioranza. I cristiano-democratici bavaresi (Csu) hanno presentato ieri a Merkel e agli altri due partner di governo, Cdu e Fdp, un “paper” che dovrebbe dettare la nuova linea del governo nei prossimi mesi. La Csu auspica la creazione di un meccanismo per “espellere” dall’Eurozona i membri prossimi al default: «Si deve prevedere un’opzione per l’uscita dall’euro degli Stati che non s’impegnino a rispettare costantemente i criteri di convergenza». La Csu ha bocciato anche l’idea di un superministro delle Finanze Ue, benché «approvi una maggiore coordinazione delle politiche economiche». La crisi finanziaria che sta investendo l’Europa «non deve aumentare il deficit democratico all’interno dell’Ue» si legge nella bozza del documento.
Il rischio più grande è che, a un appuntamento fondamentale per i destini dell’Ue, Merkel si presenti con una maggioranza azzoppata. Il 7 settembre la Corte costituzionale tedesca pronuncerà un giudizio di legittimità costituzionale sulla partecipazione di Berlino al Fondo europeo di stabilità finanziaria. Il 23 il Parlamento si sarebbe dovuto esprimere sull’ipotesi di potenziare l’operatività del Fondo “salva-Stati”, ma in extremis il voto è stato posticipato al 29, ufficialmente per la concomitanza della visita del papa. A oggi, 23 componenti della maggioranza sono contrari a ratificare l’allargamento delle funzioni del Fondo e Merkel potrebbe trovarsi nella spiacevole condizione di dover chiedere aiuto all’opposizione.









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