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	<title>Comments for Stefano Giantin</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2009 06:59:22 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Comment on Frattini: più stabilità per i Balcani nell&#8217;UE by Stefano Giantin</title>
		<link>http://www.stefanogiantin.net/balkans/frattini-piu-stabilita-per-i-balcani-nellue/comment-page-1/#comment-14</link>
		<dc:creator>Stefano Giantin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 06:59:22 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere sapere che c&#039;è interesse per l&#039;Est e i Balcani e per quello che scrivo.

Per quanto riguarda il pessimismo: purtroppo i dati macroeconomici di molti Paesi dell&#039;Europa orientale e dei Paesi Baltici parlano di una crisi sistemica estremamente severa e con implicazioni pesanti per il futuro dell&#039;area (anche conseguenze politiche serie - vedi i risultati delle Europee - e sociali). E non mi addentro nel discorso sulle banche...

Lei cita giustamente l&#039;assenza di una guida forte a Bruxelles: questo è, a mio parere, uno dei fattori più gravi della crisi a Est. Si rischia di abbandonare a sé stessi gli Stati dell&#039;Europa orientale, con conseguenze che ancora non possiamo prevedere. Cambieranno le cose? Visti i risultati delle elezioni europee e la gravità della crisi in Europa occidentale, ne dubito. 

Poi è chiaro che l&#039;Ungheria non è la California e la Lettonia non è il Regno Unito. Le dimensioni delle economie dei Paesi dell&#039;Est vanno per forza tenute in considerazione... Ciò non toglie che la gestione della crisi è stata finora molto parziale e insufficiente, nella maggior parte dei casi. Spero lei abbia ragione quando dice che la situazione è gestibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere sapere che c&#8217;è interesse per l&#8217;Est e i Balcani e per quello che scrivo.</p>
<p>Per quanto riguarda il pessimismo: purtroppo i dati macroeconomici di molti Paesi dell&#8217;Europa orientale e dei Paesi Baltici parlano di una crisi sistemica estremamente severa e con implicazioni pesanti per il futuro dell&#8217;area (anche conseguenze politiche serie &#8211; vedi i risultati delle Europee &#8211; e sociali). E non mi addentro nel discorso sulle banche&#8230;</p>
<p>Lei cita giustamente l&#8217;assenza di una guida forte a Bruxelles: questo è, a mio parere, uno dei fattori più gravi della crisi a Est. Si rischia di abbandonare a sé stessi gli Stati dell&#8217;Europa orientale, con conseguenze che ancora non possiamo prevedere. Cambieranno le cose? Visti i risultati delle elezioni europee e la gravità della crisi in Europa occidentale, ne dubito. </p>
<p>Poi è chiaro che l&#8217;Ungheria non è la California e la Lettonia non è il Regno Unito. Le dimensioni delle economie dei Paesi dell&#8217;Est vanno per forza tenute in considerazione&#8230; Ciò non toglie che la gestione della crisi è stata finora molto parziale e insufficiente, nella maggior parte dei casi. Spero lei abbia ragione quando dice che la situazione è gestibile.</p>
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		<title>Comment on Frattini: più stabilità per i Balcani nell&#8217;UE by Ugo Poli</title>
		<link>http://www.stefanogiantin.net/balkans/frattini-piu-stabilita-per-i-balcani-nellue/comment-page-1/#comment-9</link>
		<dc:creator>Ugo Poli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 16:28:46 +0000</pubDate>
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		<description>Questa notizia, me la ero persa, prezioso blog!
Fianlmente qualcuno che scrive e può scrivere con qualche dettaglio della situazione nell&#039;Est, anche se personalmente trovo l&#039;approccio degli articoli di Stefano Giantin un pò troppo pessimistico sui singoli Paesi: non è solo la crisi attuale a marcarne una precarietà specifica, anche il processo di adesione ha avuto le sue fragilità ed incertezze. La barca va dritta se a Bruxelles  c&#039;è qualcuno in plancia di comando, come c&#039;è stato fino al 2004. Anche adesso possiamo dire che la crisi va gestita, ma è gestibile, anche fra l&#039;Adriatico e gli Urali!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa notizia, me la ero persa, prezioso blog!<br />
Fianlmente qualcuno che scrive e può scrivere con qualche dettaglio della situazione nell&#8217;Est, anche se personalmente trovo l&#8217;approccio degli articoli di Stefano Giantin un pò troppo pessimistico sui singoli Paesi: non è solo la crisi attuale a marcarne una precarietà specifica, anche il processo di adesione ha avuto le sue fragilità ed incertezze. La barca va dritta se a Bruxelles  c&#8217;è qualcuno in plancia di comando, come c&#8217;è stato fino al 2004. Anche adesso possiamo dire che la crisi va gestita, ma è gestibile, anche fra l&#8217;Adriatico e gli Urali!</p>
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