14. 04. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

Massacro di Srebrenica, l’Onu non può essere processata

«L’Onu gode della più ampia immunità possibile e non può essere trascinata davanti a un tribunale nazionale». Con questa motivazione, la Corte suprema olandese ha rigettato ieri l’istanza di un’organizzazione che rappresenta 6mila sopravvissuti all’eccidio di Srebrenica. Gli scampati alla violenza degli sgherri di Mladic chiedevano ad Amsterdam di processare in una corte dei Paesi Bassi le Nazioni Unite, accusate di non aver impedito la carneficina dei musulmani bosniaci. Contestualmente, reclamavano un risarcimento.

L’Alta Corte ha confermato un principio già ribadito da due tribunali olandesi, che si erano rifiutati di processare l’Onu perché essa beneficia di «un’immunità direttamente collegata alle sue funzioni di rafforzamento della pace e della sicurezza nel mondo». Non ci sarà dunque, almeno nei Paesi Bassi, un tribunale che giudicherà il ruolo complessivo dei caschi blu olandesi nell’eccidio di Srebrenica, come esigeva l’associazione “Madri di Srebrenica”, che riunisce i superstiti e i familiari degli 8mila massacrati. Un anno fa, un tribunale nazionale aveva al contrario condannato lo Stato olandese a risarcire i familiari di tre vittime di Srebrenica perché i suoi soldati «non avrebbero dovuto permettere a uomini e ragazzi di abbandonare l’enclave», per essere poi sterminati dai militari serbo-bosniaci.

Le “Madri di Srebrenica”, in una nota, hanno definito la decisione «inaccettabile sotto il profilo umano, politico e legale». L’associazione ha sottolineato che «l’Onu, come “campione” dei diritti umani, non dovrebbe stare sopra la legge, ma assumersi la responsabilità del suo ruolo nel genocidio di Srebrenica». L’Onu, continua il comunicato, dovrebbe chiedersi per «quanto a lungo potrà mantenere la propria credibilità di organizzazione che tutela i diritti dell’uomo, se essa stessa non li onora», godendo di una tale immunità e «di un potere assoluto». La vicenda si sposterà ora davanti alla Corte europea per i diritti umani, a cui le “Madri di Srebrenica” «sottoporranno il fondamentale tema dell’immunità delle Nazioni Unite».

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