10. 11. 2012
Il Piccolo
Stefano Giantin

La coca dei narcos sbarca nei Balcani

È stata in passato definita da Washington una fra le «più potenti organizzazioni di narcotraffico al mondo», protagonista della guerra per il controllo del traffico di droga in Messico, 55mila vittime dal 2006. I suoi affiliati, dalla loro patria, da anni inondano gli Usa di cocaina. Ma da scaltri affaristi, anche i narcotrafficanti del cartello messicano di Sinaloa sanno che gli interessi vanno diversificati. E stanno puntando ora sull’Europa, in particolare su Spagna e Italia, da conquistare attraverso la “porta di servizio” dei Balcani.

L’allarme è stato lanciato da Brian A. Nichols, vice sottosegretario al Dipartimento di Stato Usa, al vertice dell’ufficio narcotici. Nichols che, durante una conferenza a Bruxelles, ha voluto mandare un chiaro avvertimento al Vecchio continente. Il «raggio d’azione dei cartelli del narcotraffico, in particolare di quello di Sinaloa, ha raggiunto dimensioni globali», ha dichiarato Nichols, come riferisce il portale specializzato in affari europei “EUobserver”. Nichols che ha poi specificato che l’obiettivo del gruppo criminale messicano è quello di espandere le sue attività soprattutto nell’Europa meridionale. Per farlo, «sta cercando una porta d’accesso». Una porta, individuata nei Balcani, attraverso la quale immettere, e si sospetta che già lo stia facendo, grandi quantità di cocaina, metanfetamina, ecstasy e marijuana sul mercato europeo. Il tutto “by-passando” gli itinerari tradizionali dei trafficanti di droga sudamericani, che hanno finora prediletto la rotta Portogallo e Spagna. I tempi però cambiano e anche il gruppo di Sinaloa – e clan di narcotrafficanti colombiani e peruviani -, stanno già utilizzando vie alternative, come quelle balcaniche, nella loro battaglia per il dominio del mercato europeo. Balcani che potrebbero diventare pure degli interessanti mercati di vendita, ha concluso l’esperto Usa.

«Non sono sorpreso da queste dichiarazioni», spiega al Piccolo Malcolm Beith, giornalista freelance, per anni di stanza in Messico, e autore di un libro fondamentale sulla guerra della droga nel Paese, “The Last Narco”. L’allargamento del cartello verso l’Europa meridionale e orientale «era stata solo presunta, non ufficialmente, e molti esperti in riciclaggio con cui lavoro ne sono a conoscenza», specifica. Ma l’annuncio di Washington «è interessante», corrobora i sospetti e comprova che gli Usa «stanno seguendo» l’espansione del clan verso Est, aggiunge poi Beith.

Un’espansione giustificata dalla potenza del cartello messicano, che negli ultimi anni «ha rimpiazzato i cartelli colombiani come distributori principali nel mondo» di cocaina. L’unica sorpresa, il fatto che Washington abbia menzionato l’Italia, che «è una roccaforte della mafia», mentre nell’Est Europa la criminalità organizzata «è storicamente più aperta verso gli outsider» ed è un’area «molto attraente anche per le attività di riciclaggio».

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