06. 02. 2014
Il Piccolo
Stefano Giantin

Esplode la rivolta contro il Palazzo, venti feriti a Tuzla

602b31af1565f8054a0f6a7067008708

«Ripe for ribellion», siete pronti alla rivolta? Così era intitolato un articolo di fine 2013 pubblicato su The Economist. In bella vista, una lista di Paesi a «rischio di tumulti sociali nel 2014», compilata dalla Economist Intelligence Unit. Una lista che sicuramente aveva un Paese collocato nella casella giusta, quella rosso fuoco delle nazioni «a rischio molto alto». Paese, la Bosnia-Erzegovina, che ieri ha assistito a pesanti scontri di piazza tra polizia e manifestanti in quel di Tuzla, la terza maggiore città della nazione balcanica e capoluogo dell’omonimo cantone.

Tuzla dove ieri mattina sono scesi in piazza centinaia di lavoratori di ex giganti industriali della zona, oggi in bancarotta, abbattuti da crisi economica e privatizzazioni selvagge, giovani studenti e disoccupati, invalidi e veterani di guerra, tutti legati da un filo rosso, l’insoddisfazione per le proprie attuali condizioni di vita e la rabbia verso una politica assente. «Concedeteci il diritto all’assistenza sanitaria», «basta risparmi», «vogliamo lavoro», alcuni dei cartelli innalzati dai manifestanti, mentre altri portavano in mano bandiere bosniache e foto del Maresciallo Tito. Manifestanti organizzatisi attraverso un gruppo Facebook “50.000 ljudi na ulice za bolje sutra”, in 50mila per strada per un futuro migliore.

Manifestazione che è degenerata quando gli “arrabbiati” di Tuzla hanno tentato di penetrare nel palazzo del Cantone, ma sono stati respinti con estrema durezza dalla polizia in tenuta antisommossa, mentre la gente urlava «ladri, ladri» verso la locale “Casta” e scagliava sassi contro le sedi delle istituzioni locali. Bilancio della giornata, secondo i media bosniaci, alcune auto danneggiate, almeno ventidue persone arrestate e una decina di feriti. In Bosnia, secondo gli ultimi dati ufficiali, più di 550mila persone sono registrate come disoccupate, anche se il tasso di disoccupazione reale dovrebbe essere più basso (28%) rispetto a quello ufficiale, fermo a quota 44,5%.

Comments are closed.